giovedì 2 luglio 2009

GLI AMANTI

Viviamo alla ricerca del piacere, ma in realtà siamo più pronti a indietreggiare, che andare verso al piacere, bloccati dalle regole morali, sociali, religiose e politiche.
La carta degli amanti, oltre a caratterizare amore e erotismo, annuncia un momento di scelta, in cui non si può rimanere statici ai sentimenti. E' il risveglio di nuove prospettive. Anche con possibili rinunce e conflitti interni del caso.
Che la nostra vita abbia un termine, ci da nell'intimo, l’urgenza di vivere le cose con intensità, scegliendo quello che ci da piacere, coscienti di quanto sia speciale e preziosa la vita e il godimento.
Nelle iconografie più antiche, l’arcano VI s’inspira alla scena mitologica di Ercole assediato da due bellissime fanciulle: Virtù, brava donna, che le mostra un’esistenza di lotte e sforzi con risultati gloriosi e Vizio, gran gnocca, che le mostra la vita goduriosa di chi limita le proprie ambizioni. Ercole deve scegliere fra la donna austera o la baccante dispensatrice di piaceri...
Rappresenta un momento di doppia sollecitazione. Un bivio etico-morale in cui è chiaro che qualsiasi decisione è meglio del dubbio, del dilemma del giusto o sbagliato.
L 'arcano degli amanti mostra il desiderio di un’unione speciale, benedeta da un angelo, ma rappresenta anche le relazioni. Le scelte sociali ed emozionali, con i suoi dubbio e i conflitti interni.
E' il momento in cui si smette di immaginare che cosa ci può piacere, per incominciare fare quello che ci piace, perché nessuno decide per noi.
Anche cupido aspetta sopra le testa degli amanti e non scocca la freccia, finché decisione non viene presa, perché nell'innamoramento non c'è bisogno di scegliere. L’amore non temporeggia, snobba il piano intelletuale e l’inquietudine vissuta di chi cerca qualcosa e non trova.
La carta degli amanti evidenzia la lotta fra l'incosciente e il cosciente, la ragione e l’emozione. La dualità dell’animo umano, che caratterizzano questo arcano, mostrando che attraverso il dubbio e le tentazione imposte dalla vita, l’uomo deve raggiungere le sue decisioni e cosi l’equilibrio.
L’uomo si realizza amando. La forza di attrazione dell'amore è la forza più potente dell’universo.

venerdì 26 giugno 2009

MONDO VIRTUALE


"Quall'è la differenza fra il mondo reale e il virtuale?"
"Hum..."
"Non so esattamente..."
"Ma credo che il mondo reale, in verità non esiste!"

Questi sono i miei dubbi... Mi sono infilata in qualche social network... Ho trovato amici di infanzia... Mi sono divertita, ma mi sono anche mentalmente stancata... Non è mica semplice correre dietro alla gente sullo web!

venerdì 19 giugno 2009

LA LUNA NEL MIO GIARDINO


Ho riprodotto la carta della luna nel mio giardino sul tetto
Oggi ho le emozioni ingarbugliate, in sintonia con questa carta. La madre cosmica ricettiva.
Tutti gli aspetti dell’inconscio, dell’intuizione, del mistero intimo dell’essere…
Mi sento come il granchietto che attende e scruta. Aspira a collegarsi con la celestiale luna. Per conquistarne la piena luce, proseguendo a suo rischio e pericolo sul terreno accidentato, sotto l’illuminazione imperfetta. Sotto la luce della luna tutto appare alterato.
"Non ho mai smesso di sognare, sogna di me, sogniamo mille e mille cose e poi ancora mille". 
La luna è lo specchio in cui chiunque può vedersi. Nelle tenebre, lo specchio riflette la nostra solitudine. 
Per proseguire sarebbe più semplice guardare dentro noi stessi, ma spesso ci sforziamo di ragionare e finiamo per costruire logiche sulla base di rappresentazioni equivoche, con risultati per nulla brillanti … Se l’attrazione irresistibile del mistero vince, allora nessuno potrà più arrestare il predestinato, qualsiasi cosa esso voglia.


martedì 16 giugno 2009

AMORE & DENARO

Noi donne cresciute col sogno romantico, siamo spesso in conflitto con noi stesse e col denaro. Per molte persone anche lo stipendio è un componente dell’auto stima e alla fine non ci meravigliamo più se diverse donne dichiarano: “Preferisco l’uomo con i soldi”.
La società ammira di più la donna che perde la testa per il bellone di turno e crocifigge quelle che agli uomini fanno i conti-in-tasca prima di dargliela. Pero appartiene di più alla natura di noi animali umani, pretendere che il maschio riesca prendersi cura (anche economicamente) della donna e della possibile prole.
Non è più "naturale" snobbare il bellone di turno che propone due cuori e una capanna?
Nemmeno il principe azzurro delle favole era squattrinato! Psiche e Eros erano innamorati, ma c'era anche di mezzo il castello divino i bauli zeppi di tesori.
L’amore è scatenato dalla miscela esplosiva di dopamina, testosterone, serotonina, ossitocina, adrenalina… Spostare il baricentro della propria vita e orbitare intorno a un’altra persona motivati da un mix di neurotrasmettitori cerebrali e ormoni sessuali, è molto più rischioso che scelta mirata sul denaro. L’amore è pur sempre transitorio e le prime sensazioni da “sballo” non durano per sempre.
Chi non conosce donne che vivono rapporti insoddisfacenti, gestendo col piglio manageriale i propri matrimoni?
Ma siamo sicuri che il naturale attaccamento alle relazioni stagnate per comodità o convenienza economica non sia dare alle proprie figlie l’esempio che la donna ha valore solo in quanto abbinate a denaro e comodità?
Ho questo tarlo in testa da quando ho deciso di lasciare il marito n° 1. Alcune amiche mi hanno dato della pazza, che sbagliavo perché lui era benestante. Al coro si è aggiunta anche mia madre a buttarmi secchiate d’acqua via telefono dal Brasile.
Com’è che le stesse donne, che affermano esserci sposate per amore, possono tranquillamente incitare altre a continuare storie invivibili soltanto per denaro?!
Sono arrivata alla conclusione che le persone hanno un rapporto più complicato col denaro, di quanto lo ammettano!
Intanto io quel matrimonio l’ho chiuso, per non mandare a suicidio la mia vagina, che io alla Abigail ci tengo, e poi non so viverci nelle situazioni incarceranti.
Ci possono essere bellissimi rapporti fra persone con diverso potere d’acquisto, ma soltanto se il denaro non è l’aspetto dominante del rapporto e non funge da arma di potere fra i due.
Se le donne non avessero un’opinione molto forte su questo, non è che ci sarebbero meno matrimoni che stanno su col “collante” del mutuo?
Probabilmente l’attaccamento ai beni materiali fa parte dell’istinto di riproduzione dell’specie. Scegliersi il partner che ci fa battere il cuore è coraggioso, cosi com’è naturale rimanere sposati con la casa, l’azienda, il mutuo i debiti… ma quale dei due atteggiamento si avvicina di più alla mercificazione del femminile?
Per una donna guadagnarsi denaro, significa anche dribblare i sensi di colpa per allontanarsi dai figli.
La matassa del rapporto sentimenti-denaro l’ho voluta lanciare nel labirinto dell’attualità, in cui tante donne se la prendono con una che, invece di godersi i nipotini al riparo del proprio patrimonio, dice al mondo che il portarsi rispetto è più importante. Alla faccia del “marito” che anche in stato di evidente declino biologico, colleziona amanti soltanto per che ha la miscela potere-denaro.
Come mai tanti uomini italiani si danno di gomito giustificandolo?
Le donne italiane credono davvero, che se ci fossero state al posto suo, sarebbero state più felici tacendo?
Non sarà che l’incapacità di fare scelte radicali porti alla più facile crocifissione di una donna che si sposa per scelta e poi si ribella per scelta? Almeno quando l’amore non era la giustificativa per il matrimonio, non diventava nemmeno la giustificazione per la sua fine.
Secondo me siamo davvero tutte sulla stessa barca. Voi che ne dite?

sabato 6 giugno 2009

MACHIAVELLICA POLITICA!

La politica è l’arte di pregare le verità essenziali, di chi si crede detentore della verità. Chi in politica agisce con bontà, compassione e verità sincere viene distrutto.
Questo afferma Machiavelli, ma non è una verità creata da lui, ma una verità da lui osservata, che purtroppo possiamo assistere ogni giorno, nelle nostre vite da votanti spesso disorientati.
I politici, secondo Machiavelli, non dovrebbero cercare esternamente la propria moralità, già che la politica è auto normativa e giustifica i suoi mezzi in pro di un bene maggiore, che è la stabilità dello stato.
Alla fine, si sa che la morale della politica è auto alimentarsi da ciò che è effettivo, non da ciò che è affettivo. Che ci piaccia o no, la politica è relativista. Indipendente da quello che consideriamo vizi o virtù, i politici mascherano i vizi da benefici e le virtù da peste bubbonica.

La politica fa incazzare me come a tutti gli altri, ma rendendomi conto che sono fra i pochi che ancora sanno sorridere, l'altro giorno con un amico e cliente del mio ristorante, abbiamo messo in atto la "performance" del Vota Antonio davanti al bar del paese... Un modo come un'altro per far sorridere una frazionccina, ogni giorno meno ridente che rasenta la scazzottata (anche per le scazzottate non posso pubblicare tutte le foto della "performance"). Il far sorridere è riuscito e sono contenta, perché quando non sapremo più nemmeno ridere di noi stessi, allora saremo veramente fottuti, giacché l'uomo politico che tutti vogliamo, lo devono ancora creare in laboratorio.

venerdì 29 maggio 2009

CARPE DIEM

Una giornata 10 di coppe, è come aver bevuto da 10 coppe colme di gioie e amore fino in fondo. La gioia spesso è patetica, ma essendo gioia, è bello anche sentirci intontitamente patetici.
Nulla a che fare col luogo comune “brasiliana, ergo felice”, ma tutto a che vedere col pensiero esistenzialista Oraziano. Carpe diem significa affera il giorno, più tosto che coglie l'attimo, già che l'inesorabile fuga del tempo, geloso, traghetta l'uomo fino alla morte .
Ultimamente sono spesso avvolta dalla tristezza. Le giornate da 10 di coppe sono vere rarità. Di questi giorni, ho anche compiuti (argh!) 41 anni e non posso fingere di non riconoscere la brevità della vita.

Nei tarocchi, le coppe rappresentano tutti gli aspetti affettivi che ruotano intorno al soggetto e lo condizionano. Il n° 10 parla di culmine. Annuncia il prossimo ciclo spronandoci a rimboccarci le maniche. Il momento perfetto per profittare e incominciare qualcosa di nuovo, più carpe diem di cosi! Il difficile, é mettere in pratica questi “consigli” . Viviamo di scadenze, impegni, orari... ma è proprio per questa impietosa e affannosa vita moderna che il messaggio carpe diem è prezioso.
La vita forse non è altro che una successione di innumerevoli istanti che devono essere vissuti, afferrati, prima che il tempo invidioso ci porti troppo presto al capolinea?

domenica 24 maggio 2009

ESSERE BLOGHEIRA

"La mia vita è triste... Non ho niente di meglio da fare che bloggare!"
"E per cosa? Cosa ci guadagno?"
"... Qualcuno mi ha linkato!"
Cosa ci fa continuare a spalmare parole sullo schermo, sperando di essere linkati?
Non tutti i post vengono letti.
Pochi post sono capiti.
Pure trovandomi a mio agio nella blogsfera, non sempre capisco, non sempre partecipo, spesso non sono d’accordo con quello che leggo, ma mi diverto. A volte imparo e spesso incontro gente interessante. Comunque si va avanti, perché essere un blogger, è anche essere un lettore.
Per quanto mi riguarda, sono blogheira, perché mi piace parlare senza essere interrotta.
avvertenza: Bloggare può diventare compulsivo e causare assuefazione.
nota: Questo post è farina del mio sacco, ma la provenienza del sacco è l'idea iniziale è di CONVERSA ATREVIDA

mercoledì 20 maggio 2009

MOSTRA D'ARTE

Studiando i tarocchi, è normale imbattersi in chi storce il naso, considerandosi davanti a maga Maghella. E' anche normale incontrare gli schisoterici (termine fantasioso schizofrenia+esoterica, descrittivo delle persone compulsive di in ogni cosa esoterico-alternativa). Si può anche studiare le superstizioni senza essere superstiziosi.
I tarocchi si prestano al gioco dell'indovinazione, col consulente che estrae un'immagine precisa dal "catalogo" come risposta alla domanda fatta da egli stesso. Il tarologo decifra l'immagine, interpretandola, già che gli arcani parlano soltanto a chi ha imparato a comprendergli. Indovinare è comunque immaginare con esattezza e giocare all'indovinazione è un'addestramento per immaginare nel modo giusto.
Ma queste antichissime carte da gioco, sono anche una ricchissima galleria di immagini, che apre le porte alla immaginazione e quando tutto questo culmina in una mostra d'arte è davvero fantastico. Tanto cos'è l'arte se non l'immaginazione?
Ieri sono andata ad una mostra d'arte, in cui artisti contemporanei si sono fatti trascinare nei meandri di questa lingua misteriosa, dal vocabolario rigoroso e dalla sintassi esigente.
Dalla mostra Il diavolo e l'acqua santa sono uscita col librone-catalogo che mi diletto a guardare e conserverò con cura fra i miei cimeli tarocchiani.


martedì 12 maggio 2009

HO APPESO UN MANGOSI SUL MIO BLOG

Roberto Mangosi l’ho conosciuto cyberneticamente. Con qualche ping pong di mail, ci siamo accordati, per farmi disegnare un avatar.
Lui, da artista consumato, ha volutamente ignorato la mia catasta di dettagli con cui, da terribile perfezionista, l’ho tempestato. Ha disegnato una Mary-bambola come gli diceva la sua testa.
Risultato: La Mary-bambola è una strafiga spaparanzata sulla chaise longue come l’imperatrice dei tarocchi Waite. Veste i colori della mia scuola di samba preferita (mangueira) e mi piace davvero molto. E' il nuovo elemento che adorna il titolo del mio blog.
Segue Mangosi by Mary:
Roberto Mangosi è un vignettista. Padroneggia l’arte scomoda del dissacrare la società moderna piena di “verità”. A volte in modo rozzo, tira fuori una sua propria verità quantica, evidenziando i deliri aristocratici dei potenti, il conformismo della gente comune e l’abisso che c’è in mezzo.
L’artista è quello che si affaccia a guardare l’abisso. L’abisso le ricambia lo sguardo, assetato di fantasia e l’artista lo riempie, perché l’unica cosa che può riempire l’abisso è l’arte, per questo ci fa felici.
Assumersi come artisti comporta anche assumersi colpe secolari, giacché un ragazzino che passa le giornate a disegnare spesso è considerato meno di un altro che passa i giorni a fare calcoli matematici.
Mangosi oltre che dipingere, disegnare e fare il cecchino-spara-satire, lavora in banca… Un uomo che si destreggia fra universi talmente diversi che farebbe grattare la testa all’anti artistico Platone.



Col tempo che ho risparmiato passandogli la palla dell'avatar, oggi pomeriggio ho dato una ritoccatina alla insegna del mio locale.

venerdì 8 maggio 2009

ALTRO CHE DOLCEMENTE COMPLICATE!

La regina di bastoni è la più calda di tutte le regine, libido allo stato puro. Ha pieno controllo della propria sensualità. E' sempre agghindata. Ha comportamenti da sciantosa e spontaneità nel sedurre. Forte, autosufficiente, impulsiva e passionale. Donna che ama essere al centro delle attenzioni. Ha difficoltà nel mantenere relazioni stabili. E’ una sexy bomb.

Romantica Incarnazione della femminilità è la regina di cuori. Tenera e idealistica. Ha una visione innamorata del mondo, sempre alla difesa dei propri sentimenti e alla ricerca dell’armonia sentimentale. E’ flemmatica e seduce attraverso il mistero.

Possiede intelligenza rapida e sarcastica la regina di spade. Eccelle con la parola sia scritta che parlata. Non da molto ascolto ai sentimenti. Difficile distoglierla dai suoi obbiettivi. Vive dalla sua stessa mente e dal suo intelletto potente e articolato. Non si tira indietro nelle battaglie mentali. E’ discreta, furba e ostinata. Le piace molto stare da sola, ma seduce attraverso l’intelligenza e quando ama lo fa con forza.

La regina di ori porta in se tutti gli altri elementi: L’aria perché domina l’elemento della comunicazione e l'intelligenza. Bastoni perché padroneggia bene l'immagine di se. Coppe perché l’amore le è caro nella vita.
Non è cinica come la regina di spade. Non è mielosa come la regina di coppe. Non è una mangia-uomini come la regina di bastoni. E’ equilibrata, forte, estroversa, sensibile e spesso malinconica. Vive intensamente il presente come una pratica e sensata guardiana del proprio tesoro. Difende il proprio territorio con cocciutaggine. Seduce con la costanza e ama avere pargoli attaccati alle proprie gambe.

Noi donne, siamo la combinazione archetipica, delle quattro regine dei tarocchi. Due regine sono più in evidenza, quelle che troviamo più simpatiche. Una terza rimane nascosta, è la donna che idealmente vorremo essere e a volte permettiamo venga fuori. La quarta è la rinnegata, l’antipatica con chi ce la prendiamo. Nonostante ciò, quando la nostra parte rinnegata viene fuori, nei momenti di subbuglio, gli uomini si grattano la testa e dichiarano: "Io non capisco le donne!"
Noi siamo un vero cocktail da sbornia!