sabato 10 dicembre 2011

LA TORRE cambiamenti che fanno male

la torre tempio dello sproloquio wirthSono una persona ansiosa. Probabilmente è per questo che la carta della torre mi sta antipatica. É quella che più rappresenta questo mio stato d’ansia. La torre raffigura proprio quel “qualcosa” che arriva come un fulmine dal cielo e ci sorprende obbligandoci a essere sinceri con noi stessi. Può essere distruzione grande o piccola, ma è sempre un’scossone a ricordarci di non rimanere aggrappati a relazioni, persone, emozioni, situazioni...
Di questo arcano avevo già scritto qui.
La torre viene ferita dal fulmine nella sua rigidità. Cosi come tante cose possono ferirci in forma liberatoria, sfidandoci a compiere transizioni, che altrimenti non affronteremo.
A volte la felicità può arrivare dopo rivelazioni dolorose, crollo di illusorie maschere sociali, pulizie nelle proprie emozioni, sentimenti spazzati via... Momenti di rottura talmente grandi che niente è come prima, ma non è indolore smettere di patrocinare le proprie prigioni con l’inerzia che serve a tenerle in piedi.
Allora io cambio, miglioro, ma che fare con quel certo rancorino nei confronti dei “fulmini” a volte a forma di persone, che ci obbligano a tali cambiamenti?
Devo ancora crescere, intanto cambio…

domenica 20 novembre 2011

CHE L’AMORE NON SIA ZAVORRA

I tuoi figli non sono figli tuoi. mary valeriano mare bimbi
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo ma non li crei.
Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore,
ma non le tue idee.
Perche’ loro hanno le proprie idee.
Tu puoi dare dimora al loro corpo,
non alla loro anima.
Perche’ la loro anima abita nella casa dell’avvenire,
dove a te non e’ dato di entrare,
neppure col sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro
ma non volere che essi somiglino a te.
Perche’ la vita non ritorna indietro,
e non si ferma a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.
(Khalil Gibran)

sabato 22 ottobre 2011

TEMERE LA VITA E' QUASI COME ESSERE MORTI

il matto tempio dello sproloquio"La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura". M.Kundera
"...la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare" Giovanotti

Seguire l’istinto può portarci impadronirci dei segreti della vita attraverso la conoscenza del nostro proprio cuore, ma se abbiamo una “mente semplice”? (mi chiedo io) dobbiamo difenderci dal finire come la delicata e ingenua Ofelia, morta fra i fiori e l’acqua? ophelia angelo cricchi

Se amare è non temere l’altro, l’amore richiede più intelligenza di quanto ci raccontino nelle fiabe.

domenica 12 giugno 2011

QUATTRO VOLTE SI

Che ci sia o non quorum. Che il mio voto conti o meno io oggi ho fatto cosi:

mary valeriano elezioni extracomunitaria referendum quorum

venerdì 27 maggio 2011

ANCORA RICICLAGGIO…

Al'inizio di quest'anno sono partita col progetto PAN IERI. Un vero pellegrinaggio nell'anima della italianità, assieme a associazioni culturali abbiamo riscattato tradizioni, mi sono dilettata con la cultura e anche scontrata con bamboccioni, e via a spiegare che le cose non cadono dal cielo... L'evento è stato un successo di pubblico e di gradimento.

Per arredare l’evento PAN IERI, ho usato materiali riciclabili a portata di tuttiPAN IERI RICICLAGGIO

Sistemazione dell’orticello di piante spontanee commestibili, in bottiglie riciclate

L’orticello abbinato alle spiegazioni di Gian Carlo Lombardi…PAN IERI orto antico

L’orticello è il risultato del lavoro che avevo incominciato qui

Per un racconto fotografico più ricco vi consiglio una cliccata su PAN IERI

Grazie a tutti quelli che hanno pensato positiva con me.

domenica 15 maggio 2011

IL PANE É CULTURA CHE SI MANGIA

Noi brasiliani siamo aperti e curiosi. Naturalmente attratti dal conoscere l'altro e di farci conoscere. Non ci spaventa il mischiarsi con la diversità dell'altro, tanto siamo noi stessi un miscuglio di razze, etnie... Cosa che spesso ci fa agire in modo autocelebrativo come se il mondo ci appartenesse...

Siamo multietnici per davvero. Tutte cose che messe assieme ci pongono (come popolo) all'avanguardia delle relazioni sociali internettiane e non... Sarà per questo che non sto mai zitta?

Spesso mi chiedono: "Cosa ci fai qui, in queste montagne? Te che vieni da Rio?!"dentro di me dico "Che palle... Ancora sta domanda?"

"Destino..." rispondo e rido... quando mi va.
Che la mia diversità rispetto agli altri causi stupore, può anche essere naturale, ma è innaturale che si ignori la ricchezza dello scambio d'idee col diverso da noi. Come brasiliana, sono passionale.
Il principio della passione ci porta a confonderci con quello che abbiamo attorno, con interesse e curiosità.
Io mi sono appassionata al luogo in cui vivo e facendo uso dalla mia smania brasiliana di socializzazione ho ideato un evento, PAN IERI, in cui raccontare questo luogo e perché no? Anche un pocchino di auto celebrazione di tradizioni e cultura di un luogo cui placidità rasenta l'inerzia, ma che ha tanto da mostrare.
Da molti mesi lavoro per fare in modo che qui, in questa frazione di montagna ci sia un evento di interazione fra singoli cittadini e aziende, il che è promuovere lo sviluppo del luogo in cui viviamo perché sia il pane che l'interazione sono primordialmente fondamentali

mercoledì 30 marzo 2011

RAPITA DALLA PRIMAVERA


La natura si risveglia. Un momento magico, ideale per festeggiare il trionfo della vita.
Riscoprire i colori che ci appaiono davanti agli occhi e godere il calore del sole su di noi.
L'evocazione delle bellezze addormentate durante l'inverno è un bello regalo da concederci.






Quest'anno ho continuato un lavoretto iniziato l'anno scorso: immettere nel mio sky garden (giardino sul tetto) piante autoctone belle in primavera e estate e resistenti alle basse temperature invernali.


Tanto per complicarmi la cosa ho iniziato un'altro lavoro: Raccolta di erbe spontanee commestibili per il reparto c'era una volta un orto dell'evento PAN IERI.


mercoledì 16 marzo 2011

SCELTE DI VITA

Per chi come me ha vissuto molte vite in una

sola vita, calpestato sangue, dribblando corpi ammazzati nel ghetto (ma questo è discorso per un altro post), piace guardare la vita. Eppure mi sono soffermata su rappresentazioni fotografiche on line di donne morte, smuovendo i ricordi nell'apposito dimenticatoio dei piccoli e privati Vietnam a cui sopravviviamo. Ho sbirciato le morti che hanno preceduto le mie rinascite.

Le morti delle fotografie sono diverse da quelle che ho conosciuto. Non sono sporche.... Non fanno paura... Si presentano quasi affascinanti, attraenti allo sguardo. Come le pubblicità che ci mostrano cose da desiderare.

Simili ai momenti in cui scegliere il desiderio di vivere non è né semplice, né scontato. Simili a tutte le camminate solitarie verso psicosi... Cose che fanno male, come i momenti in cui si scegliere di darsi a persone a cui permettiamo di considerare le nostre premure come servizi, il nostro darsi come dovere.

Simili alle scelte di darsi alle piccole morti degli orgasmi di chi non si ama, per motivi economici.


A precedere ogni rinascita c'è la morte, nostra o di qualcun'altro.


Riprendendomi dal vedere in quei ritratti le morti mie, di mia madre, di mia sorella... Ho pensato all’arcano XIII che è trasformazione, rinascita in modo diverso.

Probabilmente le intenzioni delle foto sono più tetre di come io riesca a percepirle, ma vedere il bicchiere mezzo pieno è la mia condanna e la mia salvezza.

Noi frutti del ghetto carioca, siamo autocelebrativi per natura. Cosa poco comprensibile per la mentalità europea.

Ogni persona vede quello che la vita le ha stampato nelle retine... In queste fotografie di Angelo Cricchi, vedo donne creatrici di vita, portatrici di seduzione, pane e poesia, che hanno deciso di accendere la miccia autodistruttiva che tutte noi portiamo dentro.

Dopo essere stata rapita da queste immagini, ho girato volentieri pagina, per fuggire alla pretesa di aver compreso tutto, per sfuggire al pensiero che non c'è più alcun piacere da provare. Con l'iperattività che mi tiene in costante movimento (anche quando a volte sembra di essere su un tapis roulant) verso cibo, risate, musica, godimento, orti da coltivare... Come una carioca, con l'allegria pompata nel sangue da un cuore ingenuamente presuntuoso...

... Passa il tempo e queste foto mi ripiombano davanti agli occhi... Mi ricordo i rovi potati in me stessa e le scelte di padroneggiare la gioia più che la malinconia.


Buona vita a tutti, che la voglia di provare i piaceri non ci manchi e la capacità di essere felici anche.

sabato 26 febbraio 2011

NON SARA’ MAI CHE IL MAMMISMO SIA LA GENESI DEL BUNGA-BUNGA?

Voi ancora non lo sapete, ma fra qualche giorno Joana farà sesso… Sarà un pomeriggio caldo, come dovrebbero essere le domeniche ai tropici, ma lei non è spensierata come dovrebbero essere le tredicenni.

Oggi Joana ancora non sa che il suo primo uomo sarà un Italiano… Quello che saprà è che lo straniero e il chiosco di frittelle le sembreranno l’oasi… Dopo l’ultimo boccone, sapendo che presto lo stomaco ritornerà a reclamare cibo, pronuncerà il fiacco si che si perderà nel bagliore degli occhi dello straniero.

Lei riderà del suo buffo accento, come sanno ridere i nativi dei mondi traboccanti di vita… Lui le assorbirà volentieri la risata, come piace fare ai nativi dei mondi privi di vita.

Gli occhi a mandorla di Joana saranno dolci, grati delle gentilezze. Spalancati nel sentirsi speciale. Dentro a quello sguardo lui vedrà se stesso e si compiacerà.

Lei guardandogli i capelli grigi dimenticherà i pensieri titubanti e le trippe che in combutta con i piedi stanchi l’avevano portata da lui.

Una scolaresca di adolescenti chiassosi e alla moda gli passerà davanti, seguiti dallo sguardo di Joana, finché non spariranno dietro all’angolo…

Dalla finestra dell’albergo, lo spirito fanciullesco uscito dal magro corpo rimasto sul letto, osserverà lo straniero andare via, verso l’aereo che lo riporterà dalla mary valeriano simone di beauvoirmoglie, con i figli adolescenti e chiassosamente alla moda… Tornerà nel suo paese, dove tante donne sono state nelle piazze per contraddire il modo in cui viene mostrata la donna.

Chi sono i viaggiatori-predatori del sesso a buon mercato? Sono gli stessi consumatori del sesso in vendita nelle strade italiane? Sono fra quelli che nei bar lodano le prodezze sessuali di Berlusconi?

Chi sono le loro donne? Sorelle, madri, moglie, figlie... nemmeno una santa donna capace di colpire agli zebedei a fin di bene?

L'importanza di manifestare in piazza vale anche quando molte donne tacciono con gli uomini che hanno davanti? Chi gli ha insegnato il credo del diritto divino del pene di prevalere sul dovere di resa della vagina?!

Non sarà lo sguardo perdonante del mammismo la genesi del bunga bunga?

Difficile classificare draghi e puttanelle, perché quando guardi l’abisso lui ti ricambia lo sguardo, ma guardarsi in faccia è sempre un buon inizio.

Non sappiamo nulla di Joana, ovunque essa sia, ma se non ora quando?