venerdì 27 maggio 2011

ANCORA RICICLAGGIO…

Al'inizio di quest'anno sono partita col progetto PAN IERI. Un vero pellegrinaggio nell'anima della italianità, assieme a associazioni culturali abbiamo riscattato tradizioni, mi sono dilettata con la cultura e anche scontrata con bamboccioni, e via a spiegare che le cose non cadono dal cielo... L'evento è stato un successo di pubblico e di gradimento.

Per arredare l’evento PAN IERI, ho usato materiali riciclabili a portata di tuttiPAN IERI RICICLAGGIO

Sistemazione dell’orticello di piante spontanee commestibili, in bottiglie riciclate

L’orticello abbinato alle spiegazioni di Gian Carlo Lombardi…PAN IERI orto antico

L’orticello è il risultato del lavoro che avevo incominciato qui

Per un racconto fotografico più ricco vi consiglio una cliccata su PAN IERI

Grazie a tutti quelli che hanno pensato positiva con me.

domenica 15 maggio 2011

IL PANE É CULTURA CHE SI MANGIA

Noi brasiliani siamo aperti e curiosi. Naturalmente attratti dal conoscere l'altro e di farci conoscere. Non ci spaventa il mischiarsi con la diversità dell'altro, tanto siamo noi stessi un miscuglio di razze, etnie... Cosa che spesso ci fa agire in modo autocelebrativo come se il mondo ci appartenesse...

Siamo multietnici per davvero. Tutte cose che messe assieme ci pongono (come popolo) all'avanguardia delle relazioni sociali internettiane e non... Sarà per questo che non sto mai zitta?

Spesso mi chiedono: "Cosa ci fai qui, in queste montagne? Te che vieni da Rio?!"dentro di me dico "Che palle... Ancora sta domanda?"

"Destino..." rispondo e rido... quando mi va.
Che la mia diversità rispetto agli altri causi stupore, può anche essere naturale, ma è innaturale che si ignori la ricchezza dello scambio d'idee col diverso da noi. Come brasiliana, sono passionale.
Il principio della passione ci porta a confonderci con quello che abbiamo attorno, con interesse e curiosità.
Io mi sono appassionata al luogo in cui vivo e facendo uso dalla mia smania brasiliana di socializzazione ho ideato un evento, PAN IERI, in cui raccontare questo luogo e perché no? Anche un pocchino di auto celebrazione di tradizioni e cultura di un luogo cui placidità rasenta l'inerzia, ma che ha tanto da mostrare.
Da molti mesi lavoro per fare in modo che qui, in questa frazione di montagna ci sia un evento di interazione fra singoli cittadini e aziende, il che è promuovere lo sviluppo del luogo in cui viviamo perché sia il pane che l'interazione sono primordialmente fondamentali

mercoledì 30 marzo 2011

RAPITA DALLA PRIMAVERA


La natura si risveglia. Un momento magico, ideale per festeggiare il trionfo della vita.
Riscoprire i colori che ci appaiono davanti agli occhi e godere il calore del sole su di noi.
L'evocazione delle bellezze addormentate durante l'inverno è un bello regalo da concederci.






Quest'anno ho continuato un lavoretto iniziato l'anno scorso: immettere nel mio sky garden (giardino sul tetto) piante autoctone belle in primavera e estate e resistenti alle basse temperature invernali.


Tanto per complicarmi la cosa ho iniziato un'altro lavoro: Raccolta di erbe spontanee commestibili per il reparto c'era una volta un orto dell'evento PAN IERI.


mercoledì 16 marzo 2011

SCELTE DI VITA

Per chi come me ha vissuto molte vite in una

sola vita, calpestato sangue, dribblando corpi ammazzati nel ghetto (ma questo è discorso per un altro post), piace guardare la vita. Eppure mi sono soffermata su rappresentazioni fotografiche on line di donne morte, smuovendo i ricordi nell'apposito dimenticatoio dei piccoli e privati Vietnam a cui sopravviviamo. Ho sbirciato le morti che hanno preceduto le mie rinascite.

Le morti delle fotografie sono diverse da quelle che ho conosciuto. Non sono sporche.... Non fanno paura... Si presentano quasi affascinanti, attraenti allo sguardo. Come le pubblicità che ci mostrano cose da desiderare.

Simili ai momenti in cui scegliere il desiderio di vivere non è né semplice, né scontato. Simili a tutte le camminate solitarie verso psicosi... Cose che fanno male, come i momenti in cui si scegliere di darsi a persone a cui permettiamo di considerare le nostre premure come servizi, il nostro darsi come dovere.

Simili alle scelte di darsi alle piccole morti degli orgasmi di chi non si ama, per motivi economici.


A precedere ogni rinascita c'è la morte, nostra o di qualcun'altro.


Riprendendomi dal vedere in quei ritratti le morti mie, di mia madre, di mia sorella... Ho pensato all’arcano XIII che è trasformazione, rinascita in modo diverso.

Probabilmente le intenzioni delle foto sono più tetre di come io riesca a percepirle, ma vedere il bicchiere mezzo pieno è la mia condanna e la mia salvezza.

Noi frutti del ghetto carioca, siamo autocelebrativi per natura. Cosa poco comprensibile per la mentalità europea.

Ogni persona vede quello che la vita le ha stampato nelle retine... In queste fotografie di Angelo Cricchi, vedo donne creatrici di vita, portatrici di seduzione, pane e poesia, che hanno deciso di accendere la miccia autodistruttiva che tutte noi portiamo dentro.

Dopo essere stata rapita da queste immagini, ho girato volentieri pagina, per fuggire alla pretesa di aver compreso tutto, per sfuggire al pensiero che non c'è più alcun piacere da provare. Con l'iperattività che mi tiene in costante movimento (anche quando a volte sembra di essere su un tapis roulant) verso cibo, risate, musica, godimento, orti da coltivare... Come una carioca, con l'allegria pompata nel sangue da un cuore ingenuamente presuntuoso...

... Passa il tempo e queste foto mi ripiombano davanti agli occhi... Mi ricordo i rovi potati in me stessa e le scelte di padroneggiare la gioia più che la malinconia.


Buona vita a tutti, che la voglia di provare i piaceri non ci manchi e la capacità di essere felici anche.

sabato 26 febbraio 2011

NON SARA’ MAI CHE IL MAMMISMO SIA LA GENESI DEL BUNGA-BUNGA?

Voi ancora non lo sapete, ma fra qualche giorno Joana farà sesso… Sarà un pomeriggio caldo, come dovrebbero essere le domeniche ai tropici, ma lei non è spensierata come dovrebbero essere le tredicenni.

Oggi Joana ancora non sa che il suo primo uomo sarà un Italiano… Quello che saprà è che lo straniero e il chiosco di frittelle le sembreranno l’oasi… Dopo l’ultimo boccone, sapendo che presto lo stomaco ritornerà a reclamare cibo, pronuncerà il fiacco si che si perderà nel bagliore degli occhi dello straniero.

Lei riderà del suo buffo accento, come sanno ridere i nativi dei mondi traboccanti di vita… Lui le assorbirà volentieri la risata, come piace fare ai nativi dei mondi privi di vita.

Gli occhi a mandorla di Joana saranno dolci, grati delle gentilezze. Spalancati nel sentirsi speciale. Dentro a quello sguardo lui vedrà se stesso e si compiacerà.

Lei guardandogli i capelli grigi dimenticherà i pensieri titubanti e le trippe che in combutta con i piedi stanchi l’avevano portata da lui.

Una scolaresca di adolescenti chiassosi e alla moda gli passerà davanti, seguiti dallo sguardo di Joana, finché non spariranno dietro all’angolo…

Dalla finestra dell’albergo, lo spirito fanciullesco uscito dal magro corpo rimasto sul letto, osserverà lo straniero andare via, verso l’aereo che lo riporterà dalla mary valeriano simone di beauvoirmoglie, con i figli adolescenti e chiassosamente alla moda… Tornerà nel suo paese, dove tante donne sono state nelle piazze per contraddire il modo in cui viene mostrata la donna.

Chi sono i viaggiatori-predatori del sesso a buon mercato? Sono gli stessi consumatori del sesso in vendita nelle strade italiane? Sono fra quelli che nei bar lodano le prodezze sessuali di Berlusconi?

Chi sono le loro donne? Sorelle, madri, moglie, figlie... nemmeno una santa donna capace di colpire agli zebedei a fin di bene?

L'importanza di manifestare in piazza vale anche quando molte donne tacciono con gli uomini che hanno davanti? Chi gli ha insegnato il credo del diritto divino del pene di prevalere sul dovere di resa della vagina?!

Non sarà lo sguardo perdonante del mammismo la genesi del bunga bunga?

Difficile classificare draghi e puttanelle, perché quando guardi l’abisso lui ti ricambia lo sguardo, ma guardarsi in faccia è sempre un buon inizio.

Non sappiamo nulla di Joana, ovunque essa sia, ma se non ora quando?

giovedì 18 novembre 2010

GIORNATA INTERNAZIONE DELL'UOMO


Oggi, il 19 novembre, è la giornata internazionale dell'uomo.

Cosa potrei mai dire sull'uomo io, che sono cresciuta credendo nell’esistenza dell’uomo megaestupendamentemeraviglioso. Che fossi principe, che fossi azzurro, pur che fossi uomo… Ero sicura che lo avrei trovato! Tanto una brava ragazza DEVE finire cosi.

Qualle donna non ha mai creduto di possedere super poteri, a guidarci verso la materializzazione dei propri sogni cenerentoliani?

Siamo ricche di speranze noi donne…

Poi arriva l'uomo, arrivano i figli, il mutuo… Si fanno i conti con la fede nel prescelto… Col barcollamento della fede all'evidenza che aver modo di pensare alla lista della spesa durante il sesso non è cosa buona.

Molte donne sono convinte che la bravura femminile

stia nel tacere sulle cose che possono far vacillare la fede dell'uomo in se stesso.

Molti uomini ( i deboli) ci tengono che la propria donna alimenti in loro il mito di essere principi, anche quando non lo sono e noi donne siamo bravissime a fare finta che vada tutto bene e anche di fantomatici orgasmi (che ancora sto cercando di capire come si fa), tutto può essere utile per non rischiare di annegare nel mare delle nostre aspettative. Tutto pur di evitare che il poco principesco e gongolante rospetto si dia al bungabunganesimo o alla ricerca di chi le veneri il fallo (anche dietro compenso) come prova testosteronica dello scopo ergo sono.

Non è che a credere di più nella favola sia l'uomo a cui serve vedersi sempre, comunquee possentemente principe azzurro?

Quanto a me, sono ancora abbastanza stupida da credere nell'esistenza dell'uomo megaestupendamentemeraviglioso.

Col passare degli anni credo più me stessa, che nella idealizzazione della'altro.

Ci serve essere la persona giusta per noi stessi e soltanto allora, potremmo attrarre chi fa per noi, scansando in allegria i ranocchi ricercatori di ruoli principeschi.

Agli uomini auguro una vita felice, senza finzioni principesche perché non ne possiamo più... Non è che lo stesso vale per voi?
Buona vitta a tutti.

domenica 12 settembre 2010

EROS E THANATOS vivere come morrire ci appartiene

Orfeo era un poeta e musicista. Le muse le avevano insegnato a suonare la lira donatagli da Apollo. La sua musica ha persino superato nell’incanto il canto delle sirene. La sua padronanza dello strumento era tale da incantare ogni creatura con la sua musica e la sua poesia, ma lui amava soltanto la ninfa Euridice.

Euridice per sfuggire alle molestie di Aristeo fu uccisa dal morso di un serpente.

Orfeo sconsolato penetrò negli inferi con la sua lira, disposto a convincere Ade, signore dell’oltretomba, a ridargli la sua amata al mondo dei vivi.

Arrivato nell'Oltretomba, con la sua musica incantò Caronte (guardiano traghettatore delle anime) e col suo canto riempì gli inferi.

Persefone, moglie di Ade, commossa dalla sua musica e dal suo dolore, persuase Ade a lasciare che Euridice tornassi sulla terra.


Ade accettò, ma alla condizione che Orfeo precedessi Euridice per tutto il cammino fino ai confini col mondo dei vivi senza mai voltarsi indietro, finché non fossero tutti e due fuori dagli inferi.

Durante il tragitto in salita Euridice segui in suono della lira di Orfeo, che le camminava davanti senza voltarsi, ma esattamente sulla soglia degli Inferi, Orfeo pieno di dubbi si voltò e Euridice scomparse all'istante ingoiata dalle tenebre per l'eternità.

Da allora Orfeo perse ogni spirito combattivo e rifiutò il canto e la gioia, da quel momento non desiderò altro che la morte. Cosi fece offese le Menadi, donne seguaci di Dioniso che lo uccisero e si cibarono di parte del suo corpo, gettandone il capo nell'Erebo… Ogni creatura vivente pianse la sua morte, le ninfe indossarono il lutto e i fiumi s'ingrossarono per il troppo pianto.

La sua lira venne invece infissa nel cielo, e formando costellazione.

Eros e Thanatos, pulsioni di vita e morte sono due dimensioni del nostro essere e guardare indietro non è né vivere, né riporta in vita chi amiamo o resuscita le cose del nostro ieri. Soltanto andare avanti fidandosi dell'avvenire, senza voltarsi mai ci porterà al successo.

La carta della morte, l'arcano XIII dei tarocchi, più che di morte parla di trasformazioni, perché nulla finisce, ma tutto si trasforma.
Essere pronti alle trasformazioni è vivere, perché la vita è mutevole e noi con essa. Allora trasformiamoci e viviamo.

venerdì 3 settembre 2010

giovedì 22 luglio 2010

ATTENTI AI BACI

Abbiamo imparato, noi donne, che un compagno ci avrebbe svegliato con un bacio e noi vogliamo non solo crederci, ma facciamo di tutto per che si avveri , pure al costo di accompagnarsi a uomini che non ci bacino per svegliarci alla vita, ma soltanto per labbro-trasportarci nel fantomatico mito della propria superiorità maschile, da essere da noi accudita e mantenuta.
La fregatura è che l'unica cosa cui quelle carenti d'affetto (come me), credono al di sopra del potere del bacio principesco è nel proprio potere di accuditrici dei maschi.
A questo punto il nostro meritato risveglio è già andato a farsi fottere e non c'è modo peggiore di perdere il proprio tempo in questo mondino (parola di ex accuditrice dell'orgoglio maschile), che farsi avvolgere dalla confortevole inerzia dei propri sogni cenerentoliani da crocerossine.
Non importa il motivo per cui lo facciamo, se per paura o per status simbol... Il risultato è sempre lo stesso: mettere in mano altrui la nostra capacità di svegliarci da sole alla bellezza che c'è in ogni minuto di questa vita. Evolvere.
Non è facile sostenere le proprie "pretese" femminili in un mondo di cenerentole, belle addormentate e pseudo principi.
Meglio stare attenti a chi bacieremo d'ora in avanti, perchè noi cenerentoliane amiamo i baci e quelli che abbiamo fin'ora baciato ci hanno già segnato ed insegnato.

sabato 5 giugno 2010

PENSIERI, PAROLE E RICETTE...

Quando ho incominciato a bloggare, per me la rete era un posto di svago. Un non-luogo dove potevo scegliere di non essere la me stessa che mi tocca essere ogni giorno. Non mi piaceva mettere on line le mie foto! Nei miei post non menzionavo nemmeno il mio lavoro. Poi ho scoperto che non è poi cosi male farmi vedere, che posso scegliere come mostrarmi e cosa dire di me.
Prima sono partita con la mia passione per i tarocchi e le mie angosce personali, poi una parola tira l'altra e ho incominciato a mettere on line qualcosina del mio lavoro di cuoca...
Mi sono messa ad elargire consigli gastronomici a destra e a manca, cosa che mi porta via parecchio tempo e quello che rimane dei miei poveri neuroni scazzati adopero giocando a Farm Ville ( Urge che io ritorni in me) Intanto ho scoperto che quando sono gli altri a scrivere di me possono addentrarsi bruscamente nei miei dettagli privati e (orrore) aumentarmi l'età di ben sei anni, come nell'articolo uscito tempi fa sul Resto del Carlino. Da quel momento tutti a dirmi "Cavoli! Come li porti bene 48 anni!" e io a giustificarmi che sono 42, per ora. Mi rendo conto di come è fastidioso quando non sono io a controllare le parole, ma imparo che non è male apparire anche quando non ho il controllo.
Comunque tutto questo bla, bla bla per giustificarmi del fatto che il mio dispensare parole a destra e a manca mi faccia ritrovare con pochi sproloqui da mettere in questo blog.
Nelle foto di fianco e sotto mi sto dando da fare, perché il mio gironzolare in rete mi ha portato a infilarmi nella bega di scrivere qualche ricettina per una futura pubblicazione. E appena torno in me, tornerò anche a sproloquiare qui di me, dei tarocchi e anche a scegliere di non essere la me stessa che mi tocca essere ogni giorno, perché in rete l'importante non è chi siamo, ma come ci rapportiamo con gli altri, perché per incredibile che possa sembrare, la rete è un luogo cui la selezione naturale privilegia soprattutto chi sa ascoltare e questa per me è la parte più bella: le parole degli altri, perché un blogger è prima di tutto un lettore.
A presto amici bloggers :-)