Noi donne cresciute col sogno romantico, siamo spesso in conflitto con noi stesse e col denaro. Per molte persone anche lo stipendio è un componente dell’auto stima e alla fine non ci meravigliamo più se diverse donne dichiarano: “Preferisco l’uomo con i soldi”.
La società ammira di più la donna che perde la testa per il bellone di turno e crocifigge quelle che agli uomini fanno i conti-in-tasca prima di dargliela. Pero appartiene di più alla natura di noi animali umani, pretendere che il maschio riesca prendersi cura (anche economicamente) della donna e della possibile prole.
Non è più "naturale" snobbare il bellone di turno che propone due cuori e una capanna?
Nemmeno il principe azzurro delle favole era squattrinato!
Psiche e Eros erano innamorati, ma c'era anche di mezzo il castello divino i bauli zeppi di tesori.
L’amore è scatenato dalla miscela esplosiva di dopamina, testosterone, serotonina, ossitocina, adrenalina… Spostare il baricentro della propria vita e orbitare intorno a un’altra persona motivati da un mix di neurotrasmettitori cerebrali e ormoni sessuali, è molto più rischioso che scelta mirata sul denaro. L’amore è pur sempre transitorio e le prime sensazioni da “sballo” non durano per sempre.
Chi non conosce donne che vivono rapporti insoddisfacenti, gestendo col piglio manageriale i propri matrimoni?
Ma siamo sicuri che il naturale attaccamento alle relazioni stagnate per comodità o convenienza economica non sia dare alle proprie figlie l’esempio che la donna ha valore solo in quanto abbinate a denaro e comodità?
Ho questo tarlo in testa da quando ho deciso di lasciare il marito n° 1. Alcune amiche mi hanno dato della pazza, che sbagliavo perché lui era benestante. Al coro si è aggiunta anche mia madre a buttarmi secchiate d’acqua via telefono dal Brasile.
Com’è che le stesse donne, che affermano esserci sposate per amore, possono tranquillamente incitare altre a continuare storie invivibili soltanto per denaro?!
Sono arrivata alla conclusione che le persone hanno un rapporto più complicato col denaro, di quanto lo ammettano!
Intanto io quel matrimonio l’ho chiuso, per non mandare a suicidio la mia vagina, che io alla
Abigail ci tengo, e poi non so viverci nelle situazioni incarceranti.
Ci possono essere bellissimi rapporti fra persone con diverso potere d’acquisto, ma soltanto se il denaro non è l’aspetto dominante del rapporto e non funge da arma di potere fra i due.
Se le donne non avessero un’opinione molto forte su questo, non è che ci sarebbero meno matrimoni che stanno su col “collante” del mutuo?
Probabilmente l’attaccamento ai beni materiali fa parte dell’istinto di riproduzione dell’specie. Scegliersi il partner che ci fa battere il cuore è coraggioso, cosi com’è naturale rimanere sposati con la casa, l’azienda, il mutuo i debiti… ma quale dei due atteggiamento si avvicina di più alla mercificazione del femminile?
Per una donna guadagnarsi denaro, significa anche dribblare i sensi di colpa per allontanarsi dai figli.
La matassa del rapporto sentimenti-denaro l’ho voluta lanciare nel labirinto dell’attualità, in cui tante donne se la prendono con una che, invece di godersi i nipotini al riparo del proprio patrimonio, dice al mondo che il portarsi rispetto è più importante. Alla faccia del “marito” che anche in stato di evidente declino biologico, colleziona amanti soltanto per che ha la miscela potere-denaro.
Come mai tanti uomini italiani si danno di gomito giustificandolo?
Le donne italiane credono davvero, che se ci fossero state al posto suo, sarebbero state più felici tacendo?
Non sarà che l’incapacità di fare scelte radicali porti alla più facile crocifissione di una donna che si sposa per scelta e poi si ribella per scelta?
Almeno quando l’amore non era la giustificativa per il matrimonio, non diventava nemmeno la

giustificazione per la sua fine.
Secondo me siamo davvero tutte sulla stessa barca. Voi che ne dite?